Negli ultimi anni il comparto della vigilanza privata ha registrato una netta crescita, sia in termini quantitativi che  qualitativi. Sono aumentati sia gli addetti che le agenzie operanti nella vigilanza privata, e al contempo si è avuto un miglioramento nella qualità dei servizi offerti.

Rispetto al 2011, nel 2017 questo comparto ha conosciuto un incremento dell’11,3 % del numero di imprese attive e una crescita del 16,7% relativamente al numero di operatori in servizio.  Attualmente, il settore della vigilanza privata in senso stretto può contare su ben 1594  imprese, per un totale di 64.443 dipendenti.

Questo è quanto è emerso dal primo rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia, realizzato dal Censis in collaborazione con Federsicurezza  e presentato a Roma lo scorso 27 giugno. Si tratta di un dato estremamente significativo, da valutare non solo alla luce della  crescita complessiva  del settore della sicurezza privata, ma soprattutto all’interno di un contesto di recessione economica generalizzata.

 

Il rapporto del Censis: calano i reati, ma diminuisce la sicurezza percepita

Quella che emerge dal rapporto del Censis è la fotografia di un Paese pieno di contraddizioni, che a fronte di una diminuzione dei reati denunciati registra una parallela riduzione del livello di sicurezza percepita dai cittadini. Secondo le stime del Censis, infatti, nel 2017 il numero di reati ha subito un calo  del 10,2 %  rispetto a quelli commessi nel 2016.

Tuttavia nel nostro Paese prevale un clima di paura diffusa e insicurezza collettiva, in un contesto sociale caratterizzato dal perdurare della crisi economica. La diffusione dei reati cosiddetti predatori (come i  furti in casa), la costante minaccia del terrorismo internazionale e, da ultimo,  le nuove ondate di flussi migratori, contribuiscono a generare  un sentimento di precarietà  e incertezza.

 Ad alimentare la sfiducia e l’insicurezza percepita  contribuisce la  peculiare distribuzione territoriale dei reati commessi, che si concentrano prevalentemente  nelle grandi aree metropolitane. Ben il 30% dei crimini denunciati si consumano nelle sole 4 province di Milano, Roma, Torino  e Napoli,  territori in cui vivono 2 italiani su 10.

 Al primo posto troviamo Milano, con 237.365 reati registrati nel 2016 (pari al 9,5% del totale), seguita  a breve distanza  da Roma, con 228.856 crimini, vale a dire il 9,2% del totale italiano. Seguono quindi le province di Torino e Napoli, con percentuali che si attestano intorno al 5,5%.

 La criminalità viene ritenuta un problema molto grave dal 21,5% degli italiani,  e oltre 19 milioni di persone temono di subire un reato. La percezione del rischio di criminalità nella zona in cui si vive è molto elevata e cresce in corrispondenza della grandezza del comune di residenza. Nelle grandi città, oltre la metà dei residenti temono di essere vittime di un reato.

 

Le carenze della sicurezza pubblica

 Secondo quanto emerge dal rapporto del Censis, le forze dell’ordine godono della massima fiducia dei cittadini, ma sono considerate sottodimensionate e male equipaggiate di fronte alla complessità della criminalità moderna. In seguito ai ricorrenti tagli alla spesa pubblica, oggi il settore della sicurezza pubblica risulta  effettivamente ridimensionato rispetto al passato (- 6,7% di addetti  rispetto al 2008 ).

Inoltre, il blocco del turn over nella pubblica amministrazione ha determinato una diminuzione degli agenti più giovani. Il risultato è che oggi in Italia ci sono meno operatori di pubblica sicurezza, e l’età media degli agenti è aumentata notevolmente. Basti considerare un solo dato: dal 2008 al 2016, gli agenti over 55 sono aumentati del 274% e attualmente rappresentano il 7.8% del totale.

 Proprio per sopperire a queste carenze strutturali in tema di sicurezza pubblica, negli ultimi anni si è progressivamente affermata una dimensione privata della sicurezza,  complementare rispetto a quella statuale.

 Questa dimensione sussidiaria della sicurezza si è concretizzata in un maggior ricorso a dispositivi di difesa  personale  e a sistemi antintrusione a  tutela delle proprie  abitazioni, nonché in un consistente  incremento degli addetti e delle agenzie di sicurezza private.

 Non stupisce quindi che nell’attuale contesto di criminalità diffusa, in cui aumentano le incertezze e le forze dell’ordine risultano inadeguate a fronteggiare la situazione, la vigilanza privata abbia assunto un’importanza crescente nella prevenzione dei reati.

vigilanza privata

Il contributo della vigilanza privata alla sicurezza pubblica

 Gli attori della vigilanza privata svolgono un ruolo complementare e integrativo rispetto agli agenti di pubblica sicurezza. Essi infatti esercitano un’attività di tutela e custodia dei beni mobili  e immobili che ha carattere preventivo  e funziona da deterrente contro i crimini a carattere patrimoniale.

Gli addetti della sicurezza privata non possono in alcun modo tutelare l’incolumità delle persone fisiche, essendo questo ambito esclusivamente riservato alle forze dell’ordine. Tuttavia, con la loro azione di deterrenza  e di presidio costante del territorio, gli uomini della sorveglianza privata contribuiscono in maniera significativa anche alla difesa delle persone fisiche  e, in generale, alla sicurezza della comunità.

Inoltre, la crescita del settore della vigilanza privata rappresenta un elemento estremamente positivo, in quanto potrebbe innescare progressivamente un processo di razionalizzazione delle forze di polizia. Grazie all’importantissimo contributo della vigilanza privata, le forze dell’ordine potrebbero concentrarsi su aspetti più complessi della sicurezza, come ad esempio la lotta alla criminalità organizzata, ottimizzando le scarse risorse a disposizione.

 

Vigilanza privata  e sicurezza privata

 Come detto, negli ultimi anni è cresciuto il comparto della vigilanza privata, all’interno del più ampio settore della sicurezza privata. Ma questi due termini sono sinonimi? O hanno un significato diverso?

Sebbene si riferiscano sostanzialmente allo stesso concetto, esiste una  sottile distinzione tra le due espressioni. La vigilanza privata, infatti, è totalmente  compresa all’interno del settore della sicurezza privata, ma non ne esaurisce l’ambito delle competenze. La sicurezza privata, infatti, include anche altri attori, che in senso stretto non svolgono attività di vigilanza privata, pur operando nell’ambito del settore della sicurezza.

 Chiariamo meglio questa distinzione.

 La vigilanza privata  consiste nell’insieme dei servizi di tutela, custodia e sorveglianza volti a  difendere i beni e le proprietà mobiliari e immobiliari. Si suddivide in due categorie:

Sia la sorveglianza armata che quella non armata sono effettuate da figure specifiche, professionisti della sicurezza, debitamente formati e  di nomina prefettizia. Sono le cosiddette guardie giurate, o guardie particolari giurate in caso esercitino attività di vigilanza armata. Questi professionisti  operano alle dirette dipendenze di un istituto di vigilanza privata, svolgendo un ruolo complementare a quello delle forze dell’ordine. I  loro servizi sono progressivamente migliorati nel corso degli anni e  si stanno rivelando sempre più importanti nell’ambito della filiera della sicurezza.

La vigilanza armata, in particolare, svolge molteplici servizi, tutti rivolti alla tutela del patrimonio pubblico o privato, da parte di guardie nominate con decreto del Prefetto e autorizzate all’uso delle armi in servizio per difesa personale. In estrema sintesi, i principali servizi  di vigilanza armata sono:

  • attività ispettiva e di ronda notturna e diurna
  • piantonamenti fissi
  • sorveglianza in funzione antirapina
  • operazioni di videosorveglianza, controllo degli allarmi e pronto intervento
  •  trasporto e scorta di valori

Accanto alla vigilanza armata, stanno prendendo sempre più piede i cosiddetti servizi fiduciari, tutti riconducibili ad attività di sorveglianza non armata, che sostanzialmente consistono in:

 La sicurezza privata, invece, comprende anche altre figure oltre a quelle che esercitano le attività summenzionate. Appartengono al settore della sicurezza privata:

  • Bodyguard
  • Addetti ai controlli delle attività di intrattenimento  e di spettacolo (i cosiddetti buttafuori)
  • Steward negli stadi
  • Investigatori privati
  • Aziende che vendono dispositivi per la difesa personale e della propria abitazione

 

I motivi alla base della crescita della vigilanza privata

 Una delle ragioni alla base dell’affermazione della vigilanza privata è il ricorso a moderne tecnologie  e apparecchiature innovative. Questi elementi hanno consentito un vero e proprio salto di qualità a tutto il settore,  rendendo possibile  l’integrazione delle tradizionali attività ispettive di pattugliamento in loco con servizi di televigilanza e videosorveglianza da remoto di massima efficacia.

Nell’immaginario collettivo, la guardia giurata è legata ancora alla figura statica del piantone o a quella stereotipata del metronotte in servizio di ronda festivo o, per l’appunto, notturno. Ma oggi la realtà è diversa e molto più articolata. Accanto a queste attività, che vengono tuttora svolte, il servizio della vigilanza privata si avvale di sistemi di allarme e moderne telecomunicazioni.

I pattuglianti  in servizio ispettivo  sono in costante collegamento radio con la centrale operativa ed agiscono seguendo specifiche istruzioni.  La centrale operativa è il vero cervello degli istituti di vigilanza privata, ed è equipaggiata di telecamere  e software di sicurezza per  sorvegliare  e tutelare  abitazioni, attività commerciali, enti pubblici e aziende private.

In caso di intrusioni nella proprietà controllata  o altre anomalie, l’allarme viene inviato immediatamente alla centrale operativa, che provvede ad allertare le pattuglie di zona  ed eventualmente anche le forze dell’ordine.  In caso di videosorveglianza, invece, l’attività di controllo avviene sotto lo sguardo vigile degli addetti della centrale operativa, che devono essere in grado di rilevare intrusioni o eventuali altre anomalie.

Com’ è facilmente intuibile, quello dei responsabili della centrale operativa è un compito molto delicato, che richiede massima attenzione e precisione, e non può essere svolto da chiunque. Quest’attività deve  essere affidata  a guardie particolari giurate  selezionate specificamente per tale compito.

A questo proposito,  dal 16 marzo 2011 è in vigore  un apposito provvedimento (decreto n.269 del Ministero dell’Interno) che prevede l’obbligatorietà di uno specifico corso di formazione per i responsabili di centrali operative.  Spesso  queste figure vengono selezionate  tra guardie giurate con una precedente esperienza in ruoli operativi di pattugliamento territoriale.

 Un’altra ragione determinante per la crescita della vigilanza privata è rappresentata sicuramente dalla progressiva  professionalizzazione di tutto il settore.  Erogazione di specifici corsi di formazione, maggiore attenzione  alla qualità del servizio offerto, accurata  selezione e continuo addestramento degli uomini da impiegare. Questi  sono i principali fattori alla base dell’affermazione del settore della sorveglianza privata.

Attraverso l’innovazione tecnologica e la specializzazione del lavoro, la vigilanza privata oggi riveste un valore sociale di prim’ordine nella tutela di un bene collettivo fondamentale  quale quello della sicurezza.

 

 Perché affidarsi a un istituto di vigilanza privata

 La sicurezza è un bene essenziale, cui tutti aspiriamo per garantirci la tutela del patrimonio, la tranquillità  personale e la serenità dei familiari. Non può essere affidata  a singoli individui, seppur animati dai migliori propositi.

Occorrerebbe anche evitare eventuali derive giustizialiste sul modello della “sicurezza fai da te”, e non cedere all’impulso di agire in prima persona, mettendo  a repentaglio la propria incolumità.  Tutte le volte che è in gioco la tutela della tua proprietà, e di riflesso la tranquillità della tua famiglia o dei tuoi dipendenti, il consiglio migliore è quello di affidarsi a un istituto di vigilanza privata riconosciuto.

E questo per una serie di ragioni. Innanzitutto perché un istituto di vigilanza, per poter operare nel campo della sicurezza privata, deve essere riconosciuto con decreto del Prefetto ed essere  in possesso della certificazione di servizio. Il rilascio di questa certificazione è subordinato al possesso di specifici requisiti che ne attestino la qualità dell’attività erogata.

 Anche le guardie giurate alle dipendenze dell’istituto devono ricevere un decreto di nomina da parte del Prefetto, il cui rilascio implica gli stessi requisiti richiesti  alle forze di polizia. I vigilanti  sono in possesso del porto d’armi  e sono autorizzati ad usare le armi in servizio per difesa personale. Quindi, ci sono  innanzitutto motivi  di carattere  legale a guidarci nella scelta di un istituto di vigilanza per mettere in sicurezza la nostra proprietà, che sia un’abitazione, un negozio o un’azienda.

 Inoltre,  un’agenzia di vigilanza  privata garantisce un’esperienza sul campo e uno spiegamento di uomini  e mezzi che nessun individuo, da solo,  potrà mai eguagliare. Gli istituti di vigilanza si avvalgono di professionisti della sicurezza, appositamente formati, addestrati ed equipaggiati per svolgere attività di  custodia, tutela e  sorveglianza di beni mobili e immobili.

E questa circostanza ci porta direttamente a considerare un altro aspetto fondamentale della vigilanza privata, ovvero la qualità del servizio svolto.  Gli addetti alla sicurezza privata sono professionisti psicologicamente in grado di affrontare qualsiasi emergenza  riuscendo a mantenere lucidità e sangue freddo in ogni circostanza. Frequentano specifici corsi di formazione, devono superare con profitto le prove annuali di tiro a segno, e conoscono bene le proprie competenze e i limiti entro cui possono agire.

 Infine, anche in caso di servizi fiduciari, quali ad esempio le attività di reception e portierato, il consiglio più valido rimane  comunque quello di affidarsi alla competenza di un istituto di vigilanza privata. Tali attività possono sembrare tutto sommato molto facili e alla portata di chiunque, ma bisogna tenere in considerazione alcuni aspetti.

 Un portiere, ad esempio, è una persona che ha libero accesso a tutta una serie di informazioni sulle abitudini degli abitanti di un condominio. Spesso, in assenza degli inquilini, gestisce anche le chiavi del palazzo. È fondamentale  quindi che sia una persona di assoluta fiducia  e comprovata integrità morale.

Solo affidandoti a un istituto di vigilanza privata potrai essere sicuro di avere simili garanzie. Gli istituti di vigilanza, infatti, prima di assumere il proprio personale, eseguono tutti gli accertamenti richiesti dalla legislazione vigente in merito alla buona condotta morale e politica dei loro dipendenti. Inoltre, durante il rapporto di lavoro che intercorre con le proprie guardie giurate, un istituto di vigilanza monitora costantemente l’operato e la condotta degli addetti alla sicurezza.

Per tutti questi motivi, affidarsi a professionisti esperti, preparati, addestrati, equipaggiati, identificati e costantemente controllati, è assolutamente fondamentale per un’efficace tutela del patrimonio.

 

 Giama: vigilanza privata a Roma e nel Lazio

Giama è un istituto di vigilanza privata che opera a Roma e in tutto il territorio circostante la capitale.  Quest’ area purtroppo è particolarmente bersagliata dalla criminalità. Nella sola provincia di Roma, ad esempio, si verificano quasi il 10% dei reati commessi su tutto il territorio nazionale.

Il nostro istituto di vigilanza possiede  tutti gli strumenti necessari  per prevenire i fenomeni criminosi: conoscenza approfondita del territorio, esperienza più che decennale, attenta  selezione degli addetti, qualità dell’addestramento e della formazione, tecnologia all’avanguardia.

 Giama opera nella vigilanza privata dal 2005, e i nostri servizi sono sempre stati rivolti al territorio di Roma  e del Lazio. Nel corso degli anni  abbiamo sviluppato una profonda conoscenza delle strategie messe in atto dai malviventi, anche di quelle più sofisticate.

I nostri uomini sono spesso  selezionati tra ex appartenenti alle forze dell’ordine, abili nel  maneggiare le armi, addestrati al tiro dinamico operativo, competenti nell’antincendio e nel primo soccorso. Ci avvaliamo di sistemi tecnologici innovativi e di una centrale operativa dotata di apparecchiature all’avanguardia.

 Simo professionisti della vigilanza privata, specializzati in sorveglianza armata e  non armata, costantemente al servizio della tua sicurezza.

2 commenti su “Vigilanza privata: perché è in crescita e in quali casi affidarsi a un’agenzia di sicurezza privata

  1. […] che avevano installato impianti di videosorveglianza o stipulato contratti con istituti di vigilanza privata.  A partire dal 2017, e anche per tutto il 2018, quest’agevolazione rientra nelle detrazioni […]

  2. […] contributo della vigilanza privata a questo particolare settore della pubblica sicurezza è divenuto sempre più importante negli […]

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