La  vigilanza armata consiste in una serie di attività volte a garantire la sicurezza del patrimonio mobiliare e immobiliare di aziende, enti pubblici e abitazioni private. Si tratta di una funzione complementare a quella svolta dalle forze dell’ordine, che deve essere demandata a personale qualificato e incaricato di quest’attività attraverso apposito decreto di nomina prefettizia.

Nel nostro ordinamento giuridico, I soggetti qualificati e nominati dal Prefetto per svolgere servizi di sorveglianza armata sono definiti guardie giurate. Le guardie giurate, denominate anche guardie particolari giurate,  non possono agire in maniera autonoma, ma devono necessariamente operare alle dipendenze di un istituto di vigilanza privata riconosciuto o del proprietario dei beni da vigilare.

La vigilanza armata ha un ruolo essenzialmente preventivo, nel senso che la presenza di un servizio di sicurezza privata  agisce come un efficace deterrente in grado di dissuadere i malfattori dai loro intenti criminali. Ma l’attività di vigilanza armata comporta anche una funzione operativa, attraverso il pronto intervento in caso di avvenuta violazione della proprietà privata o di altre eventuali  emergenze.

Già da queste prime battute risulta immediatamente evidente l’importanza di una simile attività, che  attraverso la tutela del patrimonio contribuisce in maniera decisiva alla sicurezza della comunità e alla tranquillità dei cittadini.

In uno scenario nazionale di crescente insicurezza, caratterizzato dall’aumento della criminalità e aggravato dalla riduzione del budget destinato al settore della sicurezza e alle forze dell’ordine pubblico, il ruolo della vigilanza armata ha assunto un’importanza cruciale. Se poi consideriamo anche il contesto internazionale, tuttora dominato dalla costante minaccia  del terrorismo, risulta ancora più evidente quanto sia decisivo il ruolo della vigilanza armata nella filiera della sicurezza.

 

vigilanza armata

 

Vigilanza armata: definizione e attribuzioni giuridiche

La vigilanza armata è un’attività estremamente delicata, che non può essere svolta da chiunque, ma deve essere affidata a professionisti qualificati, appositamente addestrati e opportunamente equipaggiati per fronteggiare situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità propria e altrui.

Nel nostro ordinamento giuridico, come abbiamo anticipato, l’esercizio dell’attività di vigilanza e custodia su beni  mobili e immobili non è libero, ma è subordinato al possesso di una specifica licenza concessa dal Prefetto territorialmente competente. La vigilanza armata, quindi, è effettuata da istituti di vigilanza privata ufficialmente  riconosciuti, ma può essere gestita internamente anche ad opera dei soggetti che necessitano dell’attività di sorveglianza. In ogni caso, sul piano operativo l’esercizio della vigilanza armata è concretamente demandata a  specifici soggetti , le cosiddette guardie  giurate, anch’esse di nomina prefettizia.

 La disposizione legislativa che regolamenta in via generale l’esercizio dell’attività di vigilanza privata, istituendo queste specifiche figure, è l’articolo 133 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), che recita:

“Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari od immobiliari.

Possono anche, con l’autorizzazione del prefetto, associarsi per la nomina di tali guardie da destinare alla vigilanza o custodia in comune delle proprietà stesse.”

È importante ribadire che nel nostro ordinamento le guardie giurate non possono essere liberi professionisti, ma per ottenere la  nomina da parte del Prefetto occorre avere  già instaurato un rapporto di lavoro  dipendente con  di istituti di vigilanza privati o col proprietario dei beni da vigilare.Trattandosi di vigilanza armata, uno dei requisiti essenziali per poter svolgere tale attività, è il possesso della licenza di porto d’armi.

Di norma, la richiesta del rilascio di questa licenza da parte della guardia giurata avviene successivamente alla nomina, in modo da poter  usufruire della riduzione della tassa governativa prevista per  gli addetti alla sicurezza privata. Tutta la procedura è gestita attraverso l’istituto di vigilanza, e il rilascio del porto d’armi da parte della Prefettura è subordinato a una visita medica attestante l’idoneità psico-fisica dell’interessato al possesso di un’arma da fuoco.

 Dopo il decreto di nomina e una volta ottenuta la licenza di porto di pistola le guardie giurate sono tenute al giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, reso innanzi al sindaco o a un suo delegato. L’esercizio concreto dell’attività di sorveglianza armata è regolamentato dalla Questura, che emana prescrizioni operative e ha potere disciplinare sia in merito all’operato delle guardie giurate che degli istituti di vigilanza.

Dal punto di vista della qualifica giuridica, le guardie giurate sono degli incaricati di pubblico servizio, e non dei pubblici ufficiali. La vigilanza amata ha il compito di difendere e tutelare i beni mobili  e immobili, ma non ha alcun potere in merito alla sicurezza delle persone. Questo è un ambito specificamente ed esclusivamente riservato alle forze dell’ordine, secondo la prescrizione dell’art 1 art. 1 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza):

“L’autorità  di   pubblica   sicurezza   veglia   al   mantenimento dell’ordine  pubblico,  alla  sicurezza  dei  cittadini,  alla   loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura  l’osservanza  delle leggi e dei  regolamenti  generali  e  speciali  dello  Stato,  delle provincie e dei comuni,  nonché  delle  ordinanze  delle  Autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni.”

 

I principali compiti della vigilanza armata

Come detto, la vigilanza armata non si esaurisce in  un unico servizio ma comprende una serie di attività, tutte finalizzate al comune obiettivo di garantire la sicurezza del patrimonio mobiliare e immobiliare. Una prima grande classificazione  è quella relativa alla distinzione tra vigilanza fissa e vigilanza ispettiva.

Ma il panorama della sicurezza privata è molto più complesso e articolato per essere ridotto soltanto a questo binomio.

Semplificando, e senza pretesa di esaustività,  possiamo ricondurre i compiti della vigilanza armata  privata alle seguenti macro categorie:

1)       Servizio di piantonamento fisso di luoghi pubblici o privati in funzione antirapina

2)      Servizio di pattugliamento ispettivo e di ronda notturna e diurna

3)      Pronto intervento in caso di segnalazione di allarmi o altre emergenze

4)      Gestione di eventi pubblici e privati e manifestazioni aperte al pubblico

5)      Vigilanza in aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e tutti i grandi snodi di comunicazione

6)      Vigilanza dei comparti ad alta tecnologia e ad elevato rischio ambientale, come le infrastrutture del settore energetico e delle telecomunicazioni, o comunque di tutti gli obiettivi sensibili per la sicurezza pubblica

7)      Servizio di videosorveglianza e televigilanza, geolocalizzazione e radiosorveglianza da remoto attraverso una Centrale Operativa dotata di adeguate  apparecchiature tecnologiche

8)      Servizio portavalori di preziosi o denaro per le banche

Si tratta di una suddivisione di massima, perché le attività in cui entra in gioco la vigilanza privata sono numerosissime. Come si può notare, oltre al fattore umano assume grande rilevanza l’impiego della tecnologia, che consente un controllo costante del territorio e rende possibile il pronto intervento in caso di intrusione nelle proprietà videosorvegliate o al verificarsi di altre emergenze.

 

Vigilanza amata: i requisiti per diventare guardia giurata

Quella di guardia giurata è una professione estremamente delicata e in alcuni casi può rivelarsi anche pericolosa. Non può essere svolta da chiunque, ma è essenziale che chi si occupa di sicurezza privata attraverso attività di vigilanza armata abbia determinati requisiti e specifiche capacità. In questo particolare ambito, la selezione è garantita non tanto dal titolo di studio posseduto, quanto da altri requisiti che attengono piuttosto alla condizione psico-fisica, alla buona condotta morale e politica, alla capacità  e alla dimestichezza nel maneggiare armi. Assolutamente banditi l’improvvisazione e il pressapochismo: qui è in gioco la sicurezza della comunità. Per operare nella vigilanza armata sono necessarie passione dedizione, impegno costante e grande autocontrollo.

I requisiti minimi necessari per ottenere il decreto prefettizio di nomina a guardia particolare giurata sono disciplinati dall’articolo 138 Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) . Li riportiamo qui di seguito :

  •          Essere cittadino italiano o di un paese membro della Comunità Europea
  •          Aver raggiunto la maggiore età ed aver adempiuto agli obblighi di leva
  •          Saper leggere e scrivere
  •          Non aver riportato condanne per delitti
  •          Essere persona di ottima condotta politica e morale
  •          Essere munito della carta d’identità
  •          Essere iscritto alla cassa nazionale delle assicurazioni sociali e a  quella degli infortuni sul lavoro

A scanso di equivoci, chiariamo subito cosa s’intende con l’espressione ”avere adempiuto agli obblighi di leva”. Questa formula sottintende non solo che si sia prestato regolare servizio militare, ma implica anche che l’aspirante guardia giurata  non abbia  più alcun obbligo relativo al servizio di leva nei confronti dello Stato italiano, per riforma, esonero o congedo. In caso di soggetti riformati, occorrerà comunque indagare se i motivi alla base  della riforma siano compatibili con l’esercizio della professione di guardia giurata.

 La mancanza di condanne è un requisito tassativo, che impedisce l’accesso alla vigilanza armata a coloro che abbiano riportato condanne di qualsiasi tipo. Ancora una volta ci viene in aiuto il TULPS, che specifica meglio i requisiti che l’aspirante guardia giurata deve possedere. In particolare, l’aspirante guardia giurata non deve:

  •          Aver riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;
  •         Essere stato sottoposto all’ ammonizione  o a misura di sicurezza personale
  •         Essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza
  •          Aver subito condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone, commessi con violenza ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o estorsione
  •        Aver subito condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico
  •       Aver subito condanna per diserzione in tempo di guerra o per porto abusivo di armi

Non importa quale sia  l’entità della condanna, la tipologia di reato o il tempo trascorso dal momento in cui è stato commesso.  La presenza di una condanna superiore a tre anni per delitto non colposo  impedisce di essere nominati guardia giurata, a meno che nel frattempo  non sia intervenuta una sentenza di riabilitazione, che estingue la pena e tutti gli effetti penali della condanna.

 

Come ottenere  il porto di pistola necessario al servizio di vigilanza armata

Tra i requisiti essenziali per diventare guardia giurata non è contemplata la licenza di porto d’armi. Questo perché la guardia giurata può svolgere anche servizi di sorveglianza non armata. Generalmente, però, le attività di custodia  e vigilanza del patrimonio mobiliare e immobiliare, nonché tutte le principali attività di sicurezza privata sono svolte ad opera di vigilanti armati, in modo da aumentare il potere deterrente del servizio svolto.

Per ottenere il porto di pistola per difesa personale  a tassazione ridotta è necessario presentare il modulo predisposto dalla Prefettura,  e questa procedura normalmente avviene a cura del titolare dell’istituto di vigilanza che intende assumere la guardia giurata. La licenza di porto di pistola, così come il decreto di nomina a guardia giurata, ha durata biennale e deve essere rinnovata al termine del periodo di validità.

 La licenza di porto di fucile invece è rilasciata solo a quelle guardie giurate che ne facciano esplicita richiesta per motivi strettamente attinenti alla natura del servizio svolto.

Per il rilascio o il rinnovo del porto di pistola occorre presentare domanda alla Prefettura competente per territorio. La documentazione necessaria per ottenerlo è la seguente:

  • fotocopia di un documento di identità.
  • certificato anamnestico del medico di famiglia, di data non anteriore a tre mesi, indispensabile per la certificazione di idoneità fisica al maneggio delle armi
  • certificato in bollo di idoneità fisica al maneggio delle armi rilasciato da uno dei seguenti organi: uffici medico-legali, distretti sanitari delle Aziende Sanitarie Locali, strutture sanitarie militari o singoli medici militari in servizio permanente ed in attività di servizio, previa esibizione del certificato anamnestico del medico di famiglia
  • certificato di idoneità tecnica al maneggio delle armi rilasciato da una Sezione del Tiro a Segno Nazionale
  • ricevuta del versamento di € 7,75 sul conto corrente postale n. 8003  indicando la causale “tassa di concessione governativa per porto d’armi a tassa ridotta”
  • ricevuta del versamento di € 1,14 (è il costo del libretto) sul conto corrente postale n.5462 intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato della provincia in cui si chiede il porto d’armi, con l’esatta indicazione della causale del versamento “costo del libretto per porto di pistola a tassa ridotta”
  • marca da bollo da € 16,00 per il rilascio della licenza.

 

Quando è opportuno affidarsi a un servizio di vigilanza armata privata?

Come abbiamo visto, l’ambito di intervento della vigilanza armata è particolarmente vasto e destinato a crescere nel tempo. A fronte di un’intensificazione dei reati e di un continuo perfezionamento  del modus operandi della criminalità, cresce la domanda di sicurezza dei cittadini e delle imprese. Le forze dell’ordine risultano spesso inadeguate  a fronteggiare i fenomeni criminali, perché mal equipaggiate e sotto dimensionate dal punto di vista numerico.

Per questi motivi, ricorrere ad un servizio di vigilanza armata privata, integrativo e non sostitutivo della pubblica sicurezza, rappresenta un’ottima strategia per garantire una tutela efficace del patrimonio, con ricadute positive sulla serenità psicologica propria e dei propri familiari o dei propri dipendenti. Ma in quali casi è consigliabile un servizio di vigilanza armata? Principalmente se appartieni a una delle seguenti categorie:

–          Privati cittadini che intendono proteggere  la propria abitazione dall’intrusione di ladri

Che sia una villetta isolata oppure un appartamento ubicato in un quartiere residenziale di una grande città non fa alcuna differenza: i malintenzionati sono sempre in agguato, pronti ad approfittare della tua assenza per introdursi furtivamente in casa tua

 

–          Titolari di negozi al dettaglio o grandi attività commerciali

I furti nei negozi sono all’ordine del giorno. I sistemi di sicurezza passiva, cioè i dispositivi antitaccheggio, non sono sufficienti a scoraggiare i malintenzionati. I ladri sono sempre più abili ad eludere questi meccanismi antifurto, e sanno escogitare ogni volta  le giuste contromisure

 

–          Titolari di aziende di ogni dimensione

Per tutelare il patrimonio aziendale, sia mobile che immobile, il miglior sistema di prevenzione e deterrenza è sicuramente quello di affidarsi alla vigilanza armata. La sola presenza di un servizio di sorveglianza privata armata, se svolta con la giusta attenzione  e la diligenza richiesta dal servizio, è sufficiente a dissuadere i rapinatori dai loro intenti

 

–          Amministratori di enti pubblici

Analogo discorso può essere fatto per gli enti pubblici. In questo caso  l’azione della vigilanza armata è necessaria a garantire una tutela efficace del patrimonio da danneggiamenti e atti vandalici.

 

–          Organizzatori di grandi eventi sia pubblici che privati

Il controllo della folla è sicuramente una delle attribuzioni da affidare ai professionisti della sicurezza. In caso di manifestazioni, concerti, grandi raduni e ogni altro evento che concentri una moltitudine di persone in uno spazio ristretto, si rende spesso necessario il controllo degli accessi e in alcuni casi anche il contingentamento della folla per motivi di sicurezza.  Un servizio efficiente di vigilanza garantisce infine il pronto intervento in caso di incendio o altre emergenze.

 

Istituto di vigilanza privata Giama: vigilanza armata di qualità

Giama è un’azienda di vigilanza che ha sempre fatto della qualità la chiave del suo successo. Qualità del personale selezionato, della tecnologia applicata e delle strategie impiegate.

Giama è un istituto di vigilanza privata che opera a Roma e nel territorio circostante la capitale, fornendo servizi di vigilanza armata e sorveglianza non armata. Il personale è spesso scelto tra gli ex appartenenti alle forze dell’ordine pubblico, formato attraverso corsi specifici, costantemente aggiornato su tematiche inerenti la  sicurezza e adeguatamente equipaggiato per affrontare ogni emergenza. Il nostro istituto utilizza innovativi sistemi tecnologici di sorveglianza e allarme, in costante collegamento con la Centrale Operativa. La conoscenza approfondita del territorio ci consente di mettere in atto le strategie operative più efficaci a garantire la tutela del patrimonio  e di conseguenza la sicurezza della comunità.

La vigilanza armata è la nostra specialità, la qualità è la nostra prerogativa, la sicurezza la nostra missione.