La licenza di porto d’armi è un’autorizzazione amministrativa che consente l’acquisto e la detenzione di armi da fuoco, per particolari motivi  e con modalità disciplinate dalla legge.

Nel nostro ordinamento, il porto d’armi è regolato in maniera piuttosto rigida e sottoposto a specifiche restrizioni. La sua concessione è circoscritta nel tempo e subordinata all’esistenza di  precisi requisiti.

Secondo quanto previsto dalla legislazione italiana, esistono 3 tipologie di porto d’armi:

  • per difesa personale
  • per uso di caccia
  • per uso sportivo

A questi va poi aggiunta la licenza per collezione di armi, che però autorizza alla detenzione e non al porto di pistole o fucili.

Requisiti necessari per la licenza di porto d’armi

Ciascuna licenza di porto d’armi è disciplinata in maniera diversa a seconda della specifica motivazione. Quindi per ogni categoria sono previsti determinati requisiti. Possiamo comunque individuare alcuni requisiti generali, essenziali per poter chiedere il nulla osta per l’acquisto  e la detenzione di armi, a qualsiasi titolo.

L’iter  previsto dalla legge non è affatto semplice. Occorre sottoporsi a una scrupolosa visita medica presso  un distretto sanitario delle unità sanitarie locali o  presso strutture sanitarie militari o della Polizia di Stato.

Questa valutazione deve accertare che il richiedente possieda i requisiti fisici e mentali richiesti dal ministero della Salute. In particolare, il soggetto non deve essere affetto da malattie mentali o da altri vizi che possano diminuirne la capacità d’intendere e di volere. Contestualmente a questi accertamenti, l’interessato dovrà produrre un certificato anamnestico del proprio medico di fiducia, di data non anteriore a tre mesi.

Solo in caso di esito positivo, e dopo aver dimostrato di saper maneggiare l’arma, verrà concesso il libretto di porto d’armi. Schematizzando, i requisiti generali richiesti per il rilascio del porto d’armi sono:

  • maggiore età
  • assenza di condanne penali
  • idoneità psicofisica secondo quanto richiesto dal Ministero della Salute
  • capacità di maneggiare l’arma
  • non essere obiettori di coscienza oppure aver ottenuto istanza di revoca dello status di obiettore

 

porto d'armi

Porto d’armi: documenti da presentare

La domanda per il rilascio di porto d’armi  può essere inoltrata per via telematica o a mezzo raccomandata presso la Questura, il Commissariato di Pubblica Sicurezza o la stazione dei Carabinieri . Occorre allegare i seguenti documenti:

  • fotocopia di un documento di identità valido
  • 2 fotografie in formato fototessera a volto scoperto
  • 2 contrassegni telematici da euro 16,00 da applicare sulla richiesta e sulla licenza
  •  certificazione medica che attesta l’idoneità psico-fisica, rilasciata dall’A.S.L. di residenza oppure dagli Uffici medico-legali e dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato
  •  una dichiarazione sostitutiva in cui l’interessato dichiara:
  1.  di non trovarsi nelle condizioni ostative previste dalla legge;
  2. di avere informato della richiesta le persone conviventi  more uxorio e i familiari  che vivono sotto il suo stesso tetto, indicandone le relative generalità
  3.  di non essere stato riconosciuto “obiettore di coscienza” ai sensi della legge n. 230 dell’8 luglio 1998, oppure di aver presentato istanza di revoca dello status di obiettore presso l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile

 

 Porto d’armi per difesa personale

La licenza di porto d’armi per difesa personale è subordinata all’esistenza di una valida motivazione che ne giustifichi il rilascio. Consente il porto dell’arma anche al di fuori della propria abitazione, ha durata annuale  e viene rilasciata dalla Prefettura competente per territorio. Oltre a quelli generali, gli specifici requisiti psicofisici  necessari sono:

  • requisiti visivi: visus naturale di almeno 1/10 per ciascun occhio e di 10/10 complessivi in caso di correzione. È consentita la correzione con lenti sferiche positive fino a 5 diottrie e negative fino a 10 diottrie.
  • senso  cromatico   sufficiente  con   percezione  dei   colori fondamentali, accertabile con il test delle matassine colorate.
  •   requisiti uditivi: soglia uditiva non superiore a 20 decibel nell’orecchio migliore. In alternativa,  è sufficiente riuscire a percepire la voce di conversazione a non meno di otto metri di distanza.
  •  Adeguata  capacità funzionale  degli  arti  superiori e  della colonna vertebrale, che garantisca potenzialmente il maneggio sicuro dell’arma (raggiungibile anche attraverso protesi)
  •  Assenza di alterazioni  neurologiche
  • Assenza di disturbi  mentali, di personalità o comportamentali.

 

Porto d’armi per uso di caccia

Questa licenza autorizza a portare il fucile per uso di caccia unicamente durante la stagione venatoria.  In questo caso l’autorizzazione dura 5 anni. Oltre a quelli generali, Gli specifici requisiti psicofisici richiesti sono:

  • acutezza visiva: sono richiesti almeno 8/10 per l’occhio che vede  meglio (ammesso l’uso di occhiali o lenti a contatto) e il senso cromatico deve garantire la percezione dei colori fondamentali
  • soglia uditiva: non superiore a 30 decibel per l’orecchio migliore. In alternativa, è sufficiente riuscire a percepire la voce di conversazione a non meno di sei metri di distanza.
  •  Adeguata  capacità funzionale  degli  arti  superiori e  della colonna vertebrale, che garantisca potenzialmente il maneggio sicuro dell’arma (raggiungibile anche attraverso protesi)
  •  Assenza di alterazioni  neurologiche
  • Assenza di disturbi  mentali, di personalità o comportamentali.

 

Porto d’armi per uso sportivo

Il porto d’armi per uso sportivo è una licenza rilasciata dal Questore per l’esercizio del  tiro a  segno o del tiro a volo.  Per il tiro a segno è necessaria l’iscrizione presso una Sezione di Tiro a Segno Nazionale o presso un’associazione di tiro iscritta ad una federazione sportiva affiliata al CONI. Come quello per uso di caccia, ha una validità di cinque anni.

Può presentare la relativa domanda chi ha compiuto la maggiore età e non si è dichiarato obiettore di coscienza. In quest’ultimo caso, la domanda è ammessa solo se si sia presentata un’istanza di rinuncia al proprio status di obiettore. La domanda può essere presentata per via telematica o recandosi presso un ufficio di polizia. Occorre allegare 2 foto tessere a volto scoperto  e apporre 2 contrassegni del valore di 16 euro ciascuno.

I requisiti fisici e mentali richiesti sono gli stessi richiesti per il porto d’armi per uso di caccia.

 

La licenza per collezione di armi

La licenza  per collezione di armi differisce dalle precedenti autorizzazioni per due motivi. Innanzitutto perché permette solo la detenzione e non l’uso delle armi, e poi perché è l’unica a carattere permanente.

Normalmente è consentita la detenzione di un numero massimo di armi, tra corte e lunghe, pari a 3 armi comuni da sparo e 6 classificate come sportive. Questa licenza autorizza al superamento di questo limite, consentendo il possesso di un numero maggiore di pistole o fucili.

Consente inoltre il possesso di  armi antiche, artistiche o rare di importanza storica in numero superiore a 8. Rientrano nella categoria delle armi antiche quelle ad avancarica  o quelle fabbricate prima del 1890. Come detto, questa licenza è permanente, ma non permette di detenere munizioni.

Costo del porto d’armi

Per quanto riguarda le spese da sostenere, la licenza del porto d’armi comporta essenzialmente costi di carattere amministrativo. In particolare, oltre al pagamento delle fototessere, bisogna considerare 32 euro per i contrassegni telematici di 16 euro ciascuno, da applicare sulla domanda e sul libretto.

E ovviamente il costo del libretto, che è di 1,27 euro o di 1,50 per la versione bilingue. La certificazione per l’idoneità psicofisica ha un costo che si aggira sui 60€.

Nel caso di porto d’armi per uso sportivo, l’iscrizione presso un tiro a segno e il rilascio del diploma di idoneità al maneggio delle armi può arrivare a costare all’incirca sui 200€.

Rinnovo del porto d’armi

La richiesta di rinnovo di porto d’armi deve essere effettuata ogni 5 anni per la licenza per uso di caccia o per uso sportivo, mentre per la difesa personale va presentata ogni anno.

È importante ricordarsi di  inviare la domanda prima della scadenza della licenza in corso. Per quanto riguarda i documenti da allegare, sono gli stessi presentati per il rinnovo, ad eccezione della certificazione dell’idoneità al maneggio delle armi e dello status di non obiettore.

I documenti da presentare sono:

  • Domanda di rinnovo in carta bollata
  • Precedente porto d’armi in scadenza
  • Autocertificazione di residenza e stato di famiglia
  • Due foto tessere di cui una autenticata
  • Certificato  sanitario dell’ASL  e certificato anamnestico del medico di base
  • Due marche da bollo di euro 16€
  • Versamento di 1,27 € da effettuarsi a favore della sezione di tesoreria di stato da cui si dipende

 

Italiani favorevoli al porto d’armi facile

Secondo il rapporto del Censis sulla filiera della sicurezza 2018, il 39% degli italiani si è dichiarato favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il rilascio del porto d’armi per la difesa personale. Una percentuale che è in netto  aumento rispetto al dato del 26% registrato nel 2015.

Si tratta di un indicatore  che è direttamente collegato all’aumento dell’insicurezza percepita e alla diffusione  dei cosiddetti  reati predatori, quali furti, rapine, aggressioni. Ma la maggior facilità nel procurarsi  un’arma da fuoco non può rappresentare la soluzione del problema.

I rischi legati ad una proliferazione delle armi sono altissimi ed estremamente  concreti.  Negli Stati Uniti d’America, dove vige una normativa molto più favorevole e in cui ben il 42% delle famiglie  possiede un’arma da fuoco, il numero di omicidi è notevolmente più alto rispetto all’Italia.

Basti pensare che nel 2016 negli Stati Uniti sono stati registrati 14415 omicidi volontari con arma da fuoco, pari a 4,5 ogni 100 mila abitanti. E se questo numero, da solo, non è sufficiente a chiarire l’entità del fenomeno, un confronto con la situazione italiana darà immediatamente il polso della situazione.

In Italia, nello stesso periodo, sono avvenuti 150 omicidi volontari con arma da fuoco, pari a 0,2 per 100 mila residenti. Il confronto è davvero impressionante : 4,5 contro 0,2.

Questo dato dimostra che se si andasse incontro a una maggiore liberalizzazione del possesso di armi da fuoco, in Italia avremmo tassi di omicidi più  vicini a quelli statunitensi, innescando una spirale di insicurezza difficile da arrestare e senza riuscire a tutelare realmente i cittadini. Come si vede, i rischi connessi ad un’eventuale “americanizzazione” della società italiana sono reali, fondati su dati concreti e  non su semplici opinioni.

Vigilanza privata  e porto d’armi

Chiariamo in via preliminare che la vigilanza privata non è preposta alla tutela dell’incolumità delle persone, ambito riservato esclusivamente alle forze dell’ordine pubblico. Le agenzie di sicurezza privata possono sorvegliare e custodire soltanto il patrimonio mobiliare e immobiliare.

Per quanto riguarda l’uso delle armi, alle guardie particolari giurate è concesso il porto di pistola per difesa personale, con l’unica differenza che possono ottenerlo a tassazione ridotta. Il porto di fucile è concesso soltanto per lo svolgimento di particolari servizi e deve essere appositamente motivato. Dunque le guardie giurate non sono autorizzate a ricorrere alle armi per difendere la proprietà sorvegliata, ma solo per tutelare la propria incolumità.

La presenza di un servizio di vigilanza armata, tuttavia,costituisce  un deterrente sufficiente a scongiurare  moltissimi reati. Il fatto che una zona sia presidiata in maniera continuativa o sorvegliata attraverso un pattugliamento regolare nella maggior parte dei casi riesce a prevenire che si verifichino crimini. I ladri agiscono secondo un piano preciso. Studiano attentamente la situazione, per essere sicuri di poter agire indisturbati. La presenza di un servizio di vigilanza li dissuade perché li espone a rischi e complicazioni che non sono disposti ad affrontare.

Il grande vantaggio offerto da un servizio di vigilanza privata consiste proprio nella sua funzione di deterrenza. Ove presente, un servizio di sorveglianza armata  riesce a tutelare la proprietà e di riflesso garantisce la sicurezza delle persone senza mettere a repentaglio vite umane e prevenendo azioni violente e potenziali conflitti a fuoco.

Affidarsi a un servizio di vigilanza privata consente di cambiare la prospettiva del problema, focalizzandosi sulla prevenzione efficace dei reati e non su sistemi di sicurezza fai da te. Tali sistemi, infatti,  oltre ad essere estremamente pericolosi, nella maggior parte dei casi risultano completamente inadeguati a garantire la protezione desiderata.

Giama: vigilanza privata a Roma e nel Lazio

Giama è  un istituto di vigilanza privata attivo a Roma e nel Lazio dal 2005. Offre servizi di vigilanza armata  e sorveglianza non armata di altissima qualità.

Ci avvaliamo di una centrale operativa attrezzata con sistemi innovativi di videosorveglianza e controllo allarmi.

Un’approfondita conoscenza del territorio in cui operiamo ci consente di avere un quadro completo dei fenomeni criminosi presenti a Roma e nel Lazio, convalidato da un’esperienza più che decennale.

I nostri uomini sono spesso scelti tra ex appartenenti alle forze dell’ordine. Sono adeguatamente equipaggiati e  formati appositamente per affrontare qualsiasi emergenza. Le guardie particolar giurate impiegate da Giama garantiscono un estremo controllo delle situazioni di rischio, assicurando anche la massima affidabilità nel maneggio e uso delle armi.

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